sabato 21 aprile 2012

Macchina di Anticitera


















La macchina di Anticitera (greco moderno: O μηχανισμός των Αντικυθήρων, O michanismós ton Andikithíron), nota anche come meccanismo di Antikythera[1], è il più antico calcolatore meccanico conosciuto, databile intorno al 150-100 a.C. Si tratta di un sofisticato planetario, mosso da ruote dentate, che serviva per calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana e - secondo un recente studio pubblicato su Nature[2] - le date dei giochi olimpici. Trae il nome dall'isola greca di Anticitera (Cerigotto) presso cui è stata rinvenuta. È conservata presso il Museo archeologico nazionale di Atene.


Il meccanismo fu ritrovato nel 1900 grazie alla segnalazione di un gruppo di pescatori di spugne che, persa la rotta a causa di una tempesta, erano stati costretti a rifugiarsi sull'isoletta rocciosa di Cerigotto. Al largo dell'isola, alla profondità di circa 43 metri, scoprirono il relitto di un'enorme nave affondata, risalente all'87 a.C. e adibita al trasporto di statue in bronzo e marmo.

Schema del meccanismo di Anticitera
Il 17 maggio 1902 l'archeologo Spyridon Stais, esaminando i reperti recuperati dal relitto, notò che un blocco di pietra presentava un ingranaggio inglobato all'interno. Con un più approfondito esame si scoprì che quella che era sembrata inizialmente una pietra era in realtà un meccanismo fortemente incrostato e corroso, di cui erano sopravvissute tre parti principali e decine di frammenti minori.
Si trattava di un'intera serie di ruote dentate, ricoperte di iscrizioni, facenti parte di un elaborato meccanismo ad orologeria.
La macchina era delle dimensioni di circa 30 cm per 15 cm, dello spessore di un libro, costruita in bronzo e originariamente montata in una cornice in legno. Era ricoperta da oltre 2.000 caratteri di scrittura, dei quali circa il 95% è stato decifrato (il testo completo dell'iscrizione non è ancora stato pubblicato).
Il meccanismo è attualmente conservato nella collezione di bronzi del Museo archeologico nazionale di Atene, assieme alla sua ricostruzione.
Alcuni archeologi sostennero che il meccanismo era troppo complesso per appartenere al relitto ed alcuni esperti dissero che i resti del meccanismo potevano essere fatti risalire ad un planetario o a un astrolabio. Le polemiche si susseguirono per lungo tempo ma la questione rimase irrisolta.


Immagine ai raggi X di parte del meccanismo
Solo nel 1951 i dubbi sul misterioso meccanismo cominciarono ad essere svelati. Quell'anno infatti il professor Derek de Solla Price cominciò a studiare il congegno, esaminando minuziosamente ogni ruota ed ogni pezzo e riuscendo, dopo circa vent'anni di ricerca, a scoprirne il funzionamento originario.

Funzione e funzionamento [modifica]

Il meccanismo risultò essere un antichissimo calcolatore per il calendario solare e lunare, le cui ruote dentate potevano riprodurre il rapporto di 254:19 necessario a ricostruire il moto della Luna in rapporto al Sole (la Luna compie 254 rivoluzioni siderali ogni 19 anni solari).
L'estrema complessità del congegno era inoltre dovuta al fatto che tale rapporto veniva riprodotto tramite l'utilizzo di una ventina di ruote dentate e di un differenziale, un meccanismo che permetteva di ottenere una rotazione di velocità pari alla somma o alla differenza di due rotazioni date. Il suo scopo era quello di mostrare, oltre ai mesi lunari siderali, anche le lunazioni, ottenute dalla sottrazione del moto solare al moto lunare siderale.
Sulla base della sua ricerca, Price concluse che, contrariamente a quanto si era creduto in precedenza, nella Grecia del II secolo a.C. esisteva effettivamente una tradizione di altissima tecnologia.

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La macchina di Anticitera

 

STORIA DEL CALCOLO AUTOMATICO E DELLE SUE APPLICAZIONI PRATICHE

IL PLANETARIO DI ARCHIMEDERITROVATO

Macchina di Anticitera, l'orologio dei pianeti


 

 

 

 


sabato 7 aprile 2012

Il mistero degli iceberg




Ma dove son finiti tutti gli iceberg? In un decennio che è stato il più caldo dal 1900 ad oggi e soprattutto con i dati degli scienziati che ci dicono che i ghiacci groenlandesi si sciolgono come non mai e così quelli polari, verrebbe da pensare che gli icearg siano in aumento. Ed invece ecco la sorpresa. Partiamo dai dati: dal 1900 ad oggi (cioè a fine 2011 – la stazione degli iceberg si apre infatti ad aprile) sono stati contati 53.118 iceberg che sono scesi al di sotto del 48mo° di latitudine che è il parallelo al di sotto del quale vi è un intenso traffico di navi. Ovviamente quanto più ci avviciniamo ai nostri giorni migliore è il conteggio, in quanto dagli anni Settanta sono entrati in attività anche i satelliti per la loro localizzazione. La media è dunque ci 474 iceberg per anno. Essi iniziano a galleggiare verso la fine di aprile per arrivare ad un massimo attorno ai mesi estivi e tornare a zero verso novembre-dicembre.

Ebbene nel 2011 sono stati contati solo 3 iceberg. Nel 2010 se ne è contato solo uno, anch’esso sceso sotto il 48° di latitudine. Nel 2005 altro anno di magra con soli 11 iceberg e nel 2006 il valore è stato zero. E’ pur vero comunque che nell’eccezione di questo periodo di magra il 2009 ha visto ben 1.204 iceberg in circolazione e 976 nel 2008. Ma veniamo ai record: nel 1984 se ne sono contati ben 2.202 e nel fatidico anno dell’affondamento del Titanic, il 1912, gli iceberg contati furono 1038 

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