sabato 28 luglio 2012

Perché la Terra è così asciutta? Mistero che affonda nel passato

L'acqua costituisce solo una piccola parte del nostro pianeta, meno dell'1% dell'intera massa, in contrasto con quanto previsto dalle teorie sulla formazione dei pianeti. Un nuovo modello prova a far luce su questo mistero di MASSIMILIANO RAZZANO

 

FIUMI che scorrono per centinaia di chilometri, ghiacciai giganteschi e oceani che ricoprono quasi tre quarti della superficie terrestre. Non è un caso se chiamiamo la Terra il pianeta azzurro. Ma l'apparenza inganna, perché in realtà l'acqua costituisce meno dell'1% dell'intera massa del nostro pianeta. Inoltre, si ritiene che gran parte dell'acqua sia stata portata sulla Terra dalle comete in un lontano passato. Perché la Terra è così "asciutta"? Non è facile rispondere basandosi sulle teorie attuali, ma un nuovo studio potrebbe fornire una nuova spiegazione a questo mistero circa il nostro pianeta.

LE FOTO 1

Mario Livio e Rebecca Martin dello Space Telescope Science Institute (STScI 2) di Baltimora, hanno infatti elaborato un nuovo modello per descrivere il disco protoplanetario da cui sono nati i pianeti del Sistema Solare. Al contrario di quanto creduto finora, i ricercatori ritengono infatti che la Terra si sia formata in un ambiente così caldo da vaporizzare tutto il ghiaccio esistente nell'orbita terrestre, lasciando così il nostro pianeta "all'asciutto". Queste conclusioni, descritte in un articolo 3in pubblicazione sulle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (MNRAS), aiutano a far luce sul passato del nostro pianeta e forniscono nuovi indizi per stimare l'abbondanza dei pianeti di tipo terrestre nella nostra Galassia. 

 

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venerdì 27 luglio 2012

Torino, il mistero del fachiro che levita in via Garibaldi

La scena non può che suscitare curiosità. Un uomo sospeso a mezz'aria all'angolo tra via Garibaldi e Via XX Settembre, fermo, immobile, con solo una mano appoggiata a un bastone e il resto del corpo a un metro dal suolo in un equilibrio perfetto. La gente incuriosita si ferma intorno al fachiro che levita avvolto in un pesante mantello e dai capannelli si formulano ipotesi per cercare di capire il trucco. I più scettici parlano di una piccola sedia che c'è ma non si vede mentre una signora, piegandosi per lasciare qualche moneta nel piattino del fachiro esclama:”Complimenti, che muscoli!”. Tuttavia la soluzione non è nella forza del braccio, ma in un vecchio trucco indiano

Il video

Mistero del fachiro: la soluzione è su YouTube

domenica 15 luglio 2012

Un libro per le tre streghe di Carezzano bruciate sul rogo

Venerdì 16 giugno, a Novi Ligure, verrà presentato il bel libro sulla stregoneria dal titolo "12 luglio 1520". La data è quella - storica - nel corso della quale tre donne di Carezzano, sulle colline del tortonese, finirono sul rogo, bruciate vive a seguito di una condanna per stregoneria. Autrice dei tre racconti che compongono l'opera è Maria Angela Damilano, già Sindaco di Carbonara Scrivia ed oggi insegnante presso la Scuola Media G. Boccardo di Novi Ligure nella cui aula magna, alle ore 21, verrà presentato ufficialmente il libro. "L'opera è un'opera di fantasia - chiarisce l'autrice - ma prende lo spunto da un fatto di cronaca reale di cui rimangono non solo tracce toponomastiche, tant'è vero che ancora oggi il colle di Carezzano su cui furono bruciate sul rogo le tre donne si chiama "bric delle streghe", ma anche documentali visto che è rimasto l'incartamento del "processo" concluso con la condanna per stregoneria eseguita appunto il 12 luglio 1520. Partendo da queste basi storiche ho voluto ricostruire proprio quella giornata attraverso tre racconti diversi. Il primo è quello di Parmina", definita negli atti del processo "Magistra delle streghe", che narra il suo ultimo giorno di vita; il secondo è il racconto della giornata vissuta da Antonio Ricci, vicario del Vescovo e giudice al processo per stregoneria, l'ultimo racconto è quello di "Tumas", Tommaso, un ragazzino del paese" I processi per stregoneria, insomma, non sono come verrebbe spontaneo pensare episodi a noi lontani, ma parte ancor viva del bagaglio culturale della nostra terra e delle nostre coscienze, e il libro di Maria Angela Damilano ce lo ricorda in maniera chiara. La serata sarà in clima "stregonesco", tanto è vero che la presentazione sarà tutt'altro che canonica: ci saranno musiche (infernali???) e brani recitati, e il tutto si concluderà in allegria con un "rinfresco stregonesco" sui cui ingredienti, come in ogni storia di stregoneria che si rispetti, vige il più rigoroso segreto...

6/6/2006


domenica 8 luglio 2012

I dieci misteri irrisolti della storia

10misteri
 

Cosa c’è di più interessante di un mistero? Nonostante gli sforzi dei più grandi storici, dei maggiori esperti di crittografia e dei migliori cacciatori di tesori, la storia è piena di enigmi che continuano a confonderci ancora oggi. Eccovi la lista di dieci tra i più grandi misteri ancora senza risposta.

1. Il manoscritto di Voynich. Il manoscritto Voynich (dal nome del libraio polacco-americano Wilfrid M. Voynich, che lo acquistò nel 1912) è un dettagliato libro di 240 pagine scritto in una lingua e con una calligrafia completamente sconosciuti. Le sue pagine contengono anche disegni colorati di strani diagrammi, figure e piante che non sembrano appartenere alle specie conosciute. L'autore del manoscritto rimane sconosciuto, ma con la datazione al carbonio si è scoperto che fu scritto tra 1404 e 1438. 

manoscritto Voynich


2. Kryptos. Kryptos è una scultura misteriosa criptata, realizzata dall'artista Jim Sanborn, che si trova davanti al quartier generale della CIA a Langley, in Virginia. La scultura contiene quattro iscrizioni: se tre di esse sono state decifrate, mentre la quarta resta un mistero. Nel 2006 Sanborn ha svelato che nella prima iscrizione ci sono indizi sull'ultima, e nel 2010 ha fornito un altro indizio: le lettere 64-69 NYPVTT della parte 4 nascondono la parola “Berlin”. 

Kryptos

3. Beale Ciphers. I Beale Ciphers sono un insieme di tre testi cifrati che presumibilmente rivelano la posizione di uno dei più grandi tesori sepolti nella storia degli Stati Uniti: tonnellate di oro, argento e gioielli. Il tesoro fu scoperto originariamente da un uomo misterioso di nome Thomas Jefferson Beale nel 1818, mentre faceva il minatore in Colorado. Dei tre testi, solo il secondo è stato decifrato.
Beale Ciphers

4. Il Disco di Phaistos. Scoperto dall’archeologo italiano Luigi Pernier nel 1908 nel palazzo minoico di Festo, l’omonimo disco è fatto di argilla cotta e contiene dei simboli misteriosi che potrebbero rappresentare una forma sconosciuta di geroglifici. Si ritiene sia stato progettato nel corso del secondo millennio avanti Cristo.

Disco Phaistos

5. L’iscrizione Shugborough. Guardando attentamente lo Sheperd’s Monument, monumento del XVIII secolo nello Staffordshire, in Inghilterra, si noterà una sequenza di lettere: DOUOSVAVVM. Questo codice è rimasto un mistero per oltre 250 anni. Anche se l'identità dello scultore resta sconosciuta, alcuni hanno ipotizzato che il codice potrebbe essere un indizio lasciato dai Cavalieri Templari sul luogo in cui è custodito il Santo Graal.

Shugborough

6. Il caso Tamam Shud. Considerato uno dei più grandi misteri australiani, il caso Tamam Shud ruota attorno ad un uomo trovato morto nel dicembre 1948 sulla spiaggia di Somerton, ad Adelaide, e che non venne mai identificato. In una tasca cucita all'interno dei pantaloni dell’uomo fu trovato un piccolo pezzo di carta con le parole "Tamam Shud". La frase si può tradurre come “tempo indeterminato” o “esaurito”, ed è la frase usata nell'ultima pagina di una raccolta di poesie intitolata “The Rubaiyat”, di Omar Khayyam. Mistero nel mistero, successivamente fu trovata una copia della raccolta Khayyam che al suo interno conteneva un codice scarabocchiato e che si pensa sia stato lasciato dall’uomo trovato morto sulla spiaggia. 

Tamam Shud

7. Il segnale “Wow!”. Jerry Ehman, volontario del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), potrebbe essere il primo uomo ad aver ricevuto un messaggio da un mondo alieno. Una notte d'estate del 1977 Ehman stava analizzando le onde radio provenienti dallo spazio profondo, sperando di captare un segnale inviato da alieni intelligenti, quando notò qualcosa di strano nelle sue misurazioni. Il segnale durò 72 secondi, il più lungo periodo di tempo che poteva essere misurato con la matrice che stava usando Ehman. Era forte e sembrava essere trasmesso da un luogo in cui nessun uomo era mai giunto prima: dalla costellazione del Sagittario, vicino alla stella Tau Sagittarii, a 120 anni luce di distanza. Ehman scrisse le parole "Wow!" sul foglio originale del segnale, da cui il nome “Segnale Wow!”. Tutti i tentativi di individuare nuovamente quel segnale fallirono, portando a molti dibattiti e misteri sulle sue origini e sul suo significato.

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