martedì 24 maggio 2016

A Stonehenge, gli studenti svelano il mistero della costruzione del cerchio megalitico

Gli allievi dell’University College di Londra hanno dimostrato che poche persone possono trasportare per lunghe distanze pietre molto pesanti



Il misterioso cerchio megalitico di Stonehenge non è stato così difficile da costruire come sembrava. Gli studenti dell’University College di Londra hanno dimostrato, sul prato della scuola, che poche persone possono trasportare per lunghe distanze pietre molto pesanti servendosi di tecnologie preistoriche, e in un lasso ragionevole di tempo.

Da anni gli studiosi si domandano come abbiano fatto tribù neolitiche di 4000-5000 anni fa a trasportare monoliti del peso di alcune tonnellate fino alla piana di Salisbury, in Inghilterra, dai monti Preseli che si trovano nel Galles, a più di 200 chilometri di distanza.

Una slitta su cui caricare le pietre  

Gli studenti dell’UCL, guidati dal professor Mike Parker-Pearson, uno dei maggiori esperti di Stonehenge, hanno realizzato una slitta a forma di “Y”, sulla quale hanno caricato una pietra non così pesante come quelle del sito di Salisbury, ma comunque imponente. Trainando la slitta sopra a tronchi di legno, disposti come le traversine di un binario ferroviario, hanno scoperto che bastano una decina di persone per fare avanzare il megalito di circa un miglio (1,6 km) all’ora. L’esperimento è stato condotto in piano e in condizioni ideali, ma ha dimostrato che un centinaio di persone inviate sui Preseli da tribù che ne contavano migliaia avrebbe potuto benissimo trainare le pietre di Stonehenge fino a Salisbury in un tempo ragionevole. 

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I misteriosi Cerchi delle Fate in Namibia

Uno dei più grandi enigmi della natura viene svelato dalla rivista Science.


Chiunque abbia avuto modo di misurarsi con il fascino di realtà mozzafiato come la Namibia , inevitabilmente è tornato a casa con un senso di “nostalgia” noto come Mal d’Africa. Gli occhi e il cuore sono infatti rimasti ancorati alle variopinte immagini regalate da un paese che sembra racchiudere in sé il meglio del continente africano: spazi infiniti, una ricca fauna e flora nonché un vero e proprio mosaico di etnie, lingue e paesaggi incontaminati.

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A rimanere ben impresse nella mente sono soprattutto quelle realtà che hanno qualcosa di unico ed eccezionale da raccontare: muovendosi alla volta delle desertiche pianure della Namibia l’occhio non può che soffermarsi sui famosi Cerchi delle Fate. Con questo fiabesco nome si identificano quella sorta di anelli d’erba che si vanno a disegnare sul terreno desertico, figure che per la loro singolarità hanno richiamato l’attenzione di scienziati di ogni dove interessati a studiare e spiegare quello che risulta essere uno dei più grandi enigmi della natura.

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lunedì 2 maggio 2016

Ufo nel Mar Baltico, la certezza della truffa sembra vicina


 
Gli esploratori oceanici che avrebbero scoperto un enorme oggetto dalle forme enigmatiche sul fondo del Mar Baltico si stanno prendendo un mucchio di tempo per capire di cosa si tratta. Un tempo sospetto, direbbe qualcuno. I subacquei svedesi, che si fanno chiamare Ocean Team X, spiegano che l'oggetto sta producendo interferenze elettriche che rendono inutili i loro tentativi di indagare. "Tutto ciò che è elettrico là fuori - addirittura il telefono satellitare - ha smesso di funzionare quando eravamo sopra l'oggetto", ha detto Stefan Hoberborn subacqueo del team in un comunicato X Ocean press. "E poi siamo arrivati ​​a circa 200 metri di distanza e si è riacceso, ma tornati sopra l'oggetto non ha funzionato per l'ennesima volta" 

Ricostruzioni che non convincono. E se prima la truffa era probabile adesso sembra certa.
 
Come risultato fin'ora, c'è ancora una sola immagine sonar di 200 metri e larga 60. Secondo gli esperti nel campo dell'"imaging remote", tuttavia, l'immagine è "priva di risoluzione, dettaglio e quantificazione," presenta poi "numerosi artefatti di elaborazione" e si presenta come una navicella spaziale solo perché ha una forma alla Millennium Falcon che ha stimolato la fantasia dei più ottimisti. Invece, hanno detto gli esperti, ciò che l'immagine mostra è probabilmente solo una formazione rocciosa vagamente circolare, un cuscino di basalto - rara, ma possibile nel mondo degli abissi.
 
Scoprire la composizione è molto più facile di quanto gli svedeci ci facciano credere, perchè aspettano tanto?

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