Come si diffonde la disinformazione sul conflitto in Ucraina: il caso del network Mag24

 

La disinformazione sul conflitto russo-ucraino continua a circolare su Internet e i social network e, insieme ai colleghi fact-checker di altri Paesi, stiamo raccogliendo i principali casi diffusi in Italia e nel mondo

Ma, al di là delle notizie false, quali sono le tecniche utilizzate per veicolarle? Come si stanno muovendo le realtà che diffondono disinformazione? Guardiamo da vicino un network di cui abbiamo già scritto in passato, quello di Mag24: ieri impegnato nella diffusione di notizie false e complotti sulla pandemia di Covid-19, oggi vicino alla propaganda russa e responsabile di veicolare almeno un contenuto di disinformazione sul conflitto in corso.

Com’è la disinformazione russo-ucraina
In un nostro recente articolo (e nella prima puntata del nostro podcast) abbiamo passato in rassegna le principali tendenze che, ad oggi, la redazione di Facta ha incontrato nella disinformazione sulla guerra in Ucraina. 

Abbiamo parlato di “meta-disinformazione”, una serie di contenuti disinformativi per accusare i media tradizionali di diffondere notizie false (di fare disinformazione, cioè); di confusione tra realtà e finzione e, quindi, in tutti quei casi in cui film o videogame sono stati considerati dei contenuti reali. Abbiamo raccontato come i temi diffusi dalla propaganda del Cremlino siano oggi presenti in Italia, dando vita ad una disinformazione ideologicamente orientata e diffusa per fini propagandistici. E, infine, abbiamo spiegato come non manchino le immagini di repertorio appartenenti ad altri contesti (a volte vecchie di anni!), oggi erroneamente utilizzate per raccontare il conflitto. 

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