Tornano le perturbazioni atlantiche dal 5 maggio, almeno secondo il modello ECMWF. Conseguenze piovose importanti per alcune regioni.
Il modello ECMWF scommette seriamente sul ritorno del flusso perturbato atlantico durante la prima decade di maggio, più precisamente dal 5 in poi, quando una prima saccatura riuscirebbe a sfondare nel nostro settentrione portando piogge anche intense sul settore occidentale, in graduale trasferimento sul nord-est e parzialmente anche lungo le regioni centrali tirreniche.
Per il resto l’alta pressione riuscirebbe ancora a fare buona guardia, mantenendo il resto del centro e soprattutto al sud al riparo dalle precipitazioni.
Risulterebbe però il primo passo dell’Atlantico per ripristinare la normalità nella circolazione atmosferica generale. Infatti nei giorni successivi, altre saccature sarebbero destinate a sfondare nel Mediterraneo, alternate a brevi rimonte anticicloniche. Le saccature successive riuscirebbero a portare pioggia sin quasi sul meridione.
Sarebbe comunque confortante se la circolazione tornasse a quell’ovest tradizionale che tanti benefici all’agricoltura e alla salute dei ghiacciai può comportare con il passaggio delle perturbazioni atlantiche, almeno su mezza Italia. Certamente in Adriatico piove di più con le correnti da nord-est, ma non si può avere tutto.
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