martedì 21 marzo 2017

Rivive il fantasma di Giuditta la bella impiccata

APOLLONIA STRIANO
Il poeta Alfonso Gatto affermava che «nel Sud i fantasmi sono innocenti. Se hanno subito un torto, se furono esposti all'offesa o colti dall'insidia ignari nel sonno, il loro ritorno nei tempi e sui luoghi ha il segno di questa pace turbata che essi cercano di ricomporre. Se vanno in cerca di pace e di quiete, come possono turbarci?» Da questa riflessione è stato tratto il suggestivo titolo dell'ultimo romanzo (edito da Rogiosi) di Maria Gargotta, studiosa di letteratura e scrittrice, che si sviluppa tra gli elementi del giallo, del noir, del fantastico. A suo modo, innocente è il fantasma della bellissima Giuditta Guastamacchia, realmente giustiziata nel 1800 per aver progettato e fatto compiere il cruento delitto del giovane marito. Il vero caso della "impiccata della Vicaria", le cui carte processuali furono distrutte in epoca borbonica, è rimasto a lungo sedimentato nell'immaginario dei napoletani. E tuttavia la storia di questa donna spietata e affascinante, capace di piegare al suo volere gli uomini incontrati nella sua vita, si presta ad altre possibili letture. Su questa vicenda si è innestata l'invenzione narrativa della Gargotta, che si è spinta ad indagare le ragioni della ferocia di Giuditta, fino a ricostruire il suo possibile passato. Ne ha immaginato il tormentato fantasma, che, incapace di staccarsi dai luoghi della sua tragedia, interloquisce, silenzioso e perentorio, con gli avvocati e i magistrati che si avvicendando in Castel Capuano.

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