venerdì 20 ottobre 2017

Dopo la morte la nostra mente continua a funzionare

Secondo uno studio inglese dopo il decesso la nostra mente continua a funzionare, anche se il corpo è clinicamente morto

La nostra mente continua a funzionare anche dopo la morte. A svelarlo una ricerca svolta dall’Università di Southampton secondo cui, anche quando “tutto è finito”, il cervello continuerebbe a mantenere una certa consapevolezza, pur non funzionando più.

La teoria, piuttosto controversa, è nata dopo un’attenta ricerca che ha coinvolto più di 2 mila persone che avevano subito un arresto cardiaco in oltre 15 ospedali situati in Austria, Stati Uniti e Gran Bretagna. Secondo i dati raccolti il 40% dei sopravvissuti avevano dei ricordi riguardo un’esperienza vissuta nel momento in cui il paziente era stato considerato clinicamente morto.
“Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore smette di battere – ha spiegato Sam Parnia, lo studioso che ha guidato la ricerca -. Ma in questo caso la consapevolezza cosciente sembra essere rimasta attiva fino a tre minuti dopo che il cuore non funzionava più, anche se il cervello di solito “si spegne” dopo 20-30 secondi da quando il cuore si ferma”.

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giovedì 12 ottobre 2017

I super maiali che hanno sconvolto il mondo

In Cambogia vengono allevati alcuni super maiali che assomigliano a Hulk e hanno sconvolto il mondo

Arrivano dalla Cambogia i super maiali che hanno sconvolto il mondo. Si tratta di animali che non sembrano affatto suini, ma assomigliano più a dei piccoli Hulk. Gli esemplari infatti presentano dei muscoli sviluppati all’inverosimile e particolarmente definiti. I maiali muscolosi vengono allevati in una fattoria in Cambogia, denominata Duroc Cambodia. I proprietari della struttura si vantano di avere degli animali straordinari e sulla loro pagina Facebook pubblicano le foto che ritraggono i suini Hulk.

Secondo la Peta gli esemplari sarebbero il frutto di alcune mutazioni genetiche. Tutto sarebbe iniziato nel 2015 quando alcuni scienziati hanno creato per la prima volta in laboratorio 32 suini. Ufficialmente il tentativo non era andato a buon fine e tutti gli animali erano morti, per la Peta però qualcuno sarebbe sopravvissuto e avrebbe dato vita ad una nuova specie di super maiali. La conferma sarebbe anche nel fatto che la fattoria in Cambogia vende online dei kit di inseminazione artificiale, dedicati a chi vuole allevare direttamente a casa propria un suino tutto muscoli.

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sabato 7 ottobre 2017

Ötzi: venticinque anni per una maledizione

Articolo di Sofia Lincos e Roberto Labanti


Venticinque anni fa, il 19 settembre 1991, i coniugi Erica ed Helmut Simon trovarono un corpo mummificato nei pressi del ghiacciaio del Similaun, al confine tra Italia e Austria, e più precisamente fra la Val Senales e l’Ötztal: dal nome di quest’ultima i resti vennero soprannominati “Ötzi”.
Il recupero si presentò fin da subito abbastanza complesso: inizialmente si pensò di essere di fronte a quanto rimaneva di un alpinista disperso, e il primo tentativo di una squadra di soccorso austriaca non ebbe successo. Il 21 il corpo venne raggiunto dagli alpinisti altoatesini Hans Kammerlander e Reinhold Messner, e il 23 avvennero finalmente il recupero e il trasporto a Innsbruck, con modalità non ottimali che danneggiarono il reperto.

La mummia venne identificata con quella di un uomo vissuto nell’Età del Rame (tra 5100 e 5300 anni fa), e per un po’ rimase contesa tra Italia e Austria: anche se venne immediamente stabilito che la scoperta era avvenuta, seppure per meno di 100 metri, al di qua del confine italiano, ci vollero diversi anni perché la mummia tornasse in Italia. Solo nel 1998, infatti, Ötzi potè prendere posto in una cella frigorifera del Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano, fatta costruire su misura per lui.

Sulla sua scoperta aleggia, da un po’ di tempo, l’ombra di una maledizione: Ötzi avrebbe punito con una morte prematura le persone che ne avrebbero turbato il sonno. A rafforzare questa idea contribuisce sicuramente l’ipotesi che l’uomo sia stato, in vita, una sorta di sciamano; ma, come fa notare anche il sito del museo che ne conserva le spoglie, “a suffragio di quest’ipotesi non ci sono indizi”.

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martedì 3 ottobre 2017

The Eye: la misteriosa isola che ruota su se stessa

In Argentina c'è una misteriosa isola che cambia in continuazione posizione, ruotando su se stessa

In Argentina si trova una misteriosa isola che ruota su se stessa. Soprannominata “The Eye”, ossia “L’Occhio”, per via della sua forma particolare, è situata fra Buenos Aires e Campana, vicino al delta del Parana. Ha un diametro di 120 metri ed è circondata da un canale che la fa sembrare appunto un occhio.

L’isola è stata scoperta qualche tempo fa da Sergio Neuspillerm, un regista argentino specializzato in film sul paranormale. Il cineasta era alla ricerca della location ideale per la sua ultima pellicola e “L’Occhio” sembrava perfetta per ambientare una storia su contatti con gli alieni. Quando, settimane dopo, Sergio Neuspillerm è tornato sul luogo con i suoi collaboratori si è accorto che la location si era spostata. Da qui la scoperta: l’isola si muove costantemente, ruotando su se stessa. Da quel momento il regista ha iniziato a studiare il fenomeno e ha deciso di girare un documentario per raccontare tutto su quest’area misteriosa dell’Argentina.

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venerdì 15 settembre 2017

Texas, strana creatura ritrovata in spiaggia dopo il passaggio dell'uragano

Preeti Desai è una fotografa naturalista. Stava camminando sulla spiaggia di Texas City quando si è imbattuta in una strana creatura. L'ha fotografata e ha postato le immagini su Twitter chiedendo aiuto per identificarla. Il professor Kenneth A. Tighe, un biologo dello Smithsonian Museum, ha detto potrebbe trattarsi di una particolare specie di anguilla che vive nell'Oceano Atlantico a grandi profondità, portata su quella spiaggia dalle mareggiate causate dall'uragano Harvey

Video

sabato 2 settembre 2017

Il mistero della morte di Diana: 20 anni dopo il caso è ancora aperto

ROMA – A 20 anni dalla morte di Diana, non si spengono le voci riguardanti il coinvolgimento della famiglia reale in quel tragico incidente stradale del 31 agosto 1997.

Ricostruzioni, indagini, teorie del complotto: nessuna ipotesi fino ad oggi formulata ha mai trovato un riscontro concreto.

Nell’incidente d’auto morirono Diana Spancer, il compagno Dodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul.
Ma cosa accadde realmente quella tragica notte sotto il tunnel di Place de l’Alma di Parigi?

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venerdì 1 settembre 2017

Il mistero delle Agoraie, un paradiso per pochi sull'Appennino ligure

Vi si trovano specie vegetali che altrimenti crescono in regioni artiche come Scandinavia, Siberia, Groenlandia






Beatrice ha cinque anni e si arrampica con le sue racchettine su per i 350 metri di dislivello che separano il Lago delle Lame alla Riserva Naturale Orientata delle Agoraie. È un capolavoro, un paradiso, incastonato in Val d'Aveto: straordinario perché di particolare pregio naturalistico e di interesse scientifico, collocato sull'Appennino Ligure, ma con specie vegetali che si possono trovare in regioni artiche come Scandinavia, Siberia, Groenlandia.

È, come detto, una Riserva, adiacente al Parco dell'Aveto, gestita dal Reparto Carabinieri Forestale per la Biodiversità di Lucca, accessibile al pubblico per un numero limitato di persone l'anno. Oggi è uno di quei giorni in cui è possibile accedervi, accompagnati dalla guida, Fabrizio Oneto e dall'Appuntato Scelto dei Carabinieri Forestale Matteo Bargagliotti. Ci vogliono più di due ore per raggiungere la Riserva, su per boschi di faggio e pino bianco, legno pregiato utilizzato nel 700 per costruire i remi delle galee o preziosi strumenti musicali, caduto in disgrazia alla fine del ventesimo secolo quando tutto fu portato a pascolo, poi riabilitato, dopo la seconda guerra mondiale, attraverso incentivi e leggi, con l'inserimento del pino rosso. È terra di lupi, cinghiali, volpi, istrici, puzzole, faine, caprioli, poi aquile reali, falchi pecchiaioli, picchi, bianconi, poiane, rane rosse, gamberi di fiume. Questa Valle è conosciuta anche per la Pietra del Fulmine, sul Monte Aiona, e la Pietra Borghese a Prato Mollo, una concentrazione di potenza elettromagnetica. Di fronte il Maggiorasca, il Groppo Rosso, il Monte Bue, la Valle Nure. Alziamo gli occhi al cielo per ammirare il volo propiziatorio di tre poiane. Incontriamo l'Anfiteatro Morenico Ciclopico: tutto comincia 10.000 anni fa con l'ultima glaciazione quando sono tre i cerchi glaciali che scendono dal Monte Aiona, i massi precipitano a valle e formano conche, la vegetazione è di tipo sub polare artico quando si scioglie il ghiaccio la flora non subisce mutamenti.


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Alla scoperta dell'entroterra genovese:  La Riserva e i Laghi delle Agoraie



 

sabato 26 agosto 2017

Piramidi nel mondo. L’analisi dei 57 paesi con strutture piramidali e i relativi fenomeni energetici


Quando si parla di piramidi, il pensiero della maggior parte di ognuno di noi corre alle famose piramidi d’Egitto o a quelle Messicane. Ma di piramidi nel mondo ce ne sono tantissime. Oltre ad Egitto e Messico, Spagna, Australia, Cina, Giappone. La nostra stessa Italia da Nord a Sud è disseminata di Piramidi.

E poi ancora: Francia, Mautius, Bolivia, Sudan, Romania, Bosnia, le enigmatiche piramidi nel Triangolo delle Bermuda, quelle presunte in Antartide e tante altre ancora.
In ogni parte del mondo sono presenti piramidi o presunte tali. E intorno ad esse sono tante le leggende che vi ruotano, tutte accomunate dalla stessa trama che ci racconta di un lontano passato in cui degli esseri vennero dal cielo con le loro macchine volanti.

Ma non solo, molte di esse hanno in comune anche gli stessi allineamenti astronomici. Ricorrente infatti, l’allineamento astronomico che molti siti archeologici di piramidi, sparsi nel mondo e distanti tra loro, hanno con le tre stelle centrali della cintura di Orione.

Come è possibile, ad esempio, che piramidi presenti in Italia, abbiano lo stesso allineamento astronomico di altre presenti per esempio in Egitto o in Cina?

Come hanno potuto, in epoche così lontane, costruire strutture che rispettano il medesimo orientamento stellare? Nel libro “Piramidi nel Mondo”, in ordine alfabetico per paese, Sabrina Stoppa, ha voluto mettere in evidenza il gran numero di piramidi presenti nel mondo.

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martedì 15 agosto 2017

Pontelungo, lo scheletro e quel delitto di 8 secoli fa

Albenga (SV) - Ucciso (o, in un primo momento, forse solo tramortito), legato mani e piedi e gettato nel fiume, condannato all’oblio. Almeno per otto secoli, fino a quando gli scavi per l’ampliamento del Santuario della Madonna di Pontelungo lo hanno fatto riemergere dalla sua vecchia tomba “acquitrinosa” facendo intravvedere la trama di un nuovo giallo all’ombra delle torri ingaune.
Albenga si conferma città di delitti e misteri: dopo le streghe-bambine (gli scheletri di due giovani donne sepolte nell’area di San Calocero tra il XV e XVI secolo, con modalità che un tempo si riservavano a persone temute o odiate), è la volta di un nuovo cadavere capace di raccontare una storia altrettanto cruenta.
Non ci vuole chissà quale fantasia, basta partire dai dati scientifici e dagli scavi, portati avanti nelle ultime due settimane, nell’area che si trova tra il santuario ingauno – oggetto di un ampliamento voluto dai frati francescani dell’Immacolata – e il ponte di pietra sotto cui, fino al XIII secolo, scorreva il fiume Centa.

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venerdì 11 agosto 2017

L’ultima profezia sull’Armageddon: “Il 23 settembre sarà la fine dell’umanità”

Lo afferma David Maede, autore di «Planet X, the 2017 Arrival». E la Nasa risponde


Meglio non prendere impegni per il prossimo 23 settembre. Quel giorno segnerà la fine dell’umanità, afferma David Meade, autore di “Planet X, the 2017 Arrival”, un libro diventato molto popolare nel web, come tutti quelli che periodicamente prevedono la fine del mondo. Ma questa volta, scrive Meade, non possiamo proprio stare tranquilli: l’Armageddon che ci aspetta è infatti annunciato dal libro che contiene tutte le verità, la Bibbia. 

Nel Vecchio Testamento, al capitolo 13 del Libro di Isaia, versi 9 e 10, si legge: «Ecco, il giorno dell’Eterno giunge: giorno crudele, d’indignazione e d’ira ardente, che farà della terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori. Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faran più brillare la loro luce, il sole s’oscurerà fin dalla sua levata, e la luna non farà più risplendere il suo chiarore». Una maledizione che superficiali commentatori biblici credevano rivolta contro Babilonia, ma che Meade pensa riguardi invece tutta la Terra. Il 21 agosto non ci sarà forse un’eclissi totale di Sole negli Stati Uniti? Ecco il Sole che si oscura fin dalla sua levata. E la Luna? Proprio il 21 agosto ci sarà anche la “Luna nera”, come viene chiamata la seconda Luna nuova quando se ne verificano due in un solo mese. 

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venerdì 4 agosto 2017

Russia: gli abissi del Baikal, il lago dei misteri

E’ remoto, immenso e profondo 1600 metri . Vi si scoprono ogni anno nuove specie animali e le sue coste offrono scenari straordinari

Il lago Baikal è una delle sette meraviglie della Russia: lungo 636 chilometri su una superficie di oltre 31mila chilometri e la sua profondità supera i 1600 metri. Il volume d’acqua che contiene è maggiore di quello dei cinque grandi laghi americani messi insieme. Un fenomeno di lago che si trova in Siberia meridionale è disteso tra Occidente e Oriente, tanto che sulle sue rive sorgono templi buddhisti e sciamanici di influenza tibetana, chiese russo- ortodosse e perfino battiste. Un luogo un po’ misterioso, circondato da una natura quanto mai selvaggia, che emana un fascino inconsueto.

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Fenomeni inspiegabili nel lago più profondo del mondo




domenica 23 luglio 2017

Namibia, risolto il mistero dei cerchi nel deserto

Uno studio americano dimostra che i cerchi osservati nel deserto della Namibia sono una combinazione di diversi meccanismi di auto-regolazione ecologica. Il lavoro su Nature

Svelato uno dei più grandi enigmi della natura. Il mistero riguarda i cosiddetti “cerchi delle fate”, zone circolari di terreno prive di vegetazione, di diametro tra i 2-35 m, circondate da anelli di erba alta e che si espandono irregolarmente in alcune parti del deserto del Namib. Da lungo tempo la comunità scientifica si interrogava su quale fosse il meccanismo di formazione di queste strutture e ora, finalmente, il mistero sembra avere una spiegazione. A raccontarlo su Nature è il gruppo di ricercatori della Princeton University, Stati Uniti.

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lunedì 3 luglio 2017

Il Diavolo e i Sette Nani

Un pallido sole era appena sorto quella mattina, quando un soldato bussò alla porta dell’Angelo. Non avrebbe mai disturbato il suo sonno, se non fosse stato certo di portargli una scoperta davvero eccezionale. Udita la novità, l’Angelo si vestì in men che non si dica e si affrettò verso i cancelli, gli occhi brucianti di trepidazione.
Era il 19 maggio 1944, ad Auschwitz-Birkenau, e Josef Mengele stava per incontrare la più grande famiglia di nani di cui si avesse notizia.


Gli Ovitz erano originari di Rozavlea, un villaggio nel distretto di Maramureș in Transilvania (Romania). Il loro patriarca era il rabbi itinerante Shimson Eizik Ovitz, affetto da pseudoacondroplasia, una forma di nanismo; nell’arco di due matrimoni egli aveva avuto dieci figli, di cui sette affetti dalla sua stessa malattia genetica. Cinque di loro erano femmine, e due maschi.
Il nanismo impediva i lavori manuali e faticosi: come risolvere il paradosso di una famiglia così numerosa in cui la forza lavoro era però quasi inesistente? Gli Ovitz decisero di rimanere il più uniti possibile, e si dedicarono all’unica attività che avrebbe garantito una vita decorosa a tutti loro: lo spettacolo.

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domenica 2 luglio 2017

BOBBIO (PC) - PONTE VECCHIO IL PONTE COSTRUITO DAL DIAVOLO

Il Ponte Vecchio, o Ponte gobbo o meglio "Ponte del Diavolo" è di età romanica ed è lungo 280 metri con 11 archi, tutti completamente irregolari. E' questa la sua caratteristica che lo rende unico nel suo genere, oltre che inquietante proprio per questo aspetto così strano.

La sua origine deriva da una leggenda abbastanza famosa. Pare che San Colombano, ansioso di giungere a Bobbio per iniziare l'opera di evangelizzazione, si trovò di fronte al Diavolo in persona che gli avrebbe promesso di costruire un ponte in una sola notte in cambio della prima anima che lo avrebbe oltrepassato la mattina dopo. San Colombano accettò e il Diavolo mantenne la promessa costruendo il ponte, irregolare per via della diversa altessa dei demoni che tenevano le arcate in fare di costruzione. Peccato che il primo essere che passò fu un cane (poverino!). Si dice che nella cripta della Chiesa di San Colombano ci siano ancora le orme dello stesso sventurato animale.

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mercoledì 28 giugno 2017

La “Porta dell’Inferno”: l’incredibile storia della voragine di fuoco nel deserto

Ribattezzata "Porta dell'Inferno", la spettacolare voragine di fuoco brucia nel deserto del Turkmenistan dal 1971. Ma non è un fenomeno naturale

È stata ribattezzato “Porta dell’Inferno” il cratere largo circa 70 metri e profondo fino a 50, che brucia ininterrottamente nel deserto del Karakum, in Turkmenistan. Formatasi a 260 chilometri dalla capitale Ashgabat, è situata non lontano dal villaggio di Derweze che, per una curiosa coincidenza, in lingua turkmena significa proprio “porta”.
Al contrario di quanto si possa pensare, la Porta dell’Inferno non è un fenomeno naturale. Questa spettacolare voragine grande quanto un campo di calcio brucia dal 1971, da quando cioè un gruppo di geologi sovietici si mise a trivellare il suolo alla ricerca di petrolio.
Proprio nel posto in cui avevano iniziato a cercare idrocarburi, c’era una gigantesca caverna prodotta dall’erosione dell’acqua, di cui non si sapeva nulla. Poco dopo l’inizio dei lavori, le trivelle raggiunsero una sacca di gas naturale, il tetto della caverna crollò, inghiottendo le attrezzature degli scienziati. Si formò così un avvallamento largo circa 70 metri e profondo fino a 50. Fortunatamente, l’incidente non causò vittime tra i geologi, sebbene si sia ipotizzato che la grande quantità di gas sprigionatasi nei primi tempi possa aver determinato la morte di alcuni abitanti dei villaggi vicini.

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