giovedì 28 giugno 2018

Ufo hanno più volte rischiato di causare incidenti aerei

Il mezzo aereo resta quello più sicuro secondo le statistiche, che però mancano di riferire un fenomeno che a detta di molti osservatori sta aumentando in questi ultimi anni: le collisioni sfiorate con Ufo. Che poi l’Ufo sia un veivolo alieno o un aereo militare di qualche tipo, nessuno finora è stato in grado di dimostrarlo in un numero crescente di episodi, che meriterebbero quanto meno un approfondimento d’indagine.
COLLISIONE SFIORATA NEL 2014
Nel Gennaio 2014, ad esempio, The Telegraph riferì di una collisione sfiorata tra un Airbus A320 in avvicinamento a Heathrow all’altezza di 34 mila piedi con quello che il pilota riferì essere un oggetto volante non identificato della forma di un pallone di rugbypassato apparentemente a pochi piedi di distanza dall’aeromobile, tanto che il pilota dovette abbassare di colpo l’aeromobile per evitare la potenziale collisione.
Ma una volta che l’aereo fu a terra si vide chiaramente che a causare il danno doveva essere stata una collisione con un oggetto di dimensioni non proprio minuscole: pare da escludere possa essere stato un volatile (vista l’altitudine a cui si trovava l’aereo) o un pallone sonda (che non avrebbe causato un simile danno), mentre non si hanno notizie di droni che si trovassero nell’area in quel momento.

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Aereo di linea si scontra in volo con un u.f.o.


Ufo, strano avvistamento di due piloti d'aereo nei cieli dell'Arizona



Piemonte, allarme nei cieli: "Ufo e caccia militari si inseguono tra i monti del Canavese"

lunedì 25 giugno 2018

L’Ufo di Toronto, il volo POE204 e la centrale nucleare


Ci sono indagini su casi di avvistamenti Ufo che proseguono il loro corso silenziosamente. Ma con sviluppi interessanti. Questo caso mi è stato ricordato da un nostro amico che vive in Canada. Ecco il suo messaggio e le sue indicazioni: “Ti avevo scritto un po’ di tempo fa a riguardo del volo Porter POE204 /PD204 da Ottawa a Toronto del 14 Novembre 2016. Non che ci siano novità particolari su questo caso, ma parlandone con un amico mi sono accorto che l’incidente è avvenuto in prossimità della centrale nucleare di Oshawa (ce ne sono più d’una nella zona lungo le coste del lago Ontario).  Le autorità hanno poi dichiarato: “The Transportation Safety Board says it has now closed its investigation into the incident, saying that the object doesn’t appear to have been a drone. The TSB noted that the incident occurred too far from shore and too high for the object to be a drone. A TSB investigator said the aircraft ducked under the object in the air and noted that the encounter had been “very close.” Ho cercato informazioni su questo volo e su flight aware è ancora possibile accedere al log (ecco il link)”. L’argomento è piuttosto intrigante e su questo sito ci sono ulteriori dettagli. L’equipaggio s’è trovato di fronte a un “coso” a forma di ciambella/frittella che si è mosso nella sua direzione: i piloti hanno disinserito l’autopilota avviando una manovra che in aviazione si definisce di scampo: hanno “buttato giù” l’aereo, tant’è che le apparecchiature di bordo hanno registrato un pesante e anomalo valore dei G-negativi; due assistenti di volo sono rimasti feriti nella manovra e hanno dovuto essere medicati in ospedale.

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lunedì 11 giugno 2018

Piemonte, allarme nei cieli: "Ufo e caccia militari si inseguono tra i monti del Canavese"

La descrizione fatta ai carabinieri di quanto avvenuto mercoledì sera nel cieli piemontesi ha del surreale. Si segnala infatti inorno alle 23 un "oggetto volante non identificato emanante forte bagliore che, dopo aver sorvolato il centro abitato di Corio, si allontanava repentinamente alla vista di due aerei verosimilmente militari". Ora, che cosa fosse l'ipotetico "ufo" che emanava un forte bagliore non è possibile ricostruirlo.
Sulla presenza dei due caccia, invece, nonostante non risultino passaggi nello spazio aereo del Torinese di voli aerei militari, vi sono numerose testimonianze raccolte nelle valli di Lanzo: persone che raccontano di aver sentito il fragore dei motori e visto anche il colore rosso dei reattori che spiccava nel buio della notte, mentre un cittadino di San Francesco al Campo ipotizza che i due aerei siano partiti da Caselle, avendo sentito quel rumore a un'ora anomala.

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mercoledì 6 giugno 2018

Appartenente forze ordine avvista Ufo - IL VIDEO e LE FOTO

Associazione Aria, 'a Seborga fotografati due oggetti luminosi'

Un oggetto volante non identificato è stato avvistato da un appartenente alle forze dell'ordine, tra Perinaldo e Seborga, a circa 550 metri sul livello del mare, nell'entroterra di Bordighera, in provincia di Imperia. Lo comunica l'ufologo Angelo Maggioni presidente dell' Associazione Italiana Ricerca Aliena (Aria) a cui è stata fatta la segnalazione. "Il 25 maggio scorso verso le 8 in direzione della collina ho visto due oggetti luminosi dalla forma allungata - spiega il testimone -: uno è rimasto fermo, l'altro, che andava a velocità supersonica, rimbalzando senza una direzione logica, l'ho seguito attraverso l'obbiettivo del telefono". Dall'associazione spiegano che dopo la visione del filmato è stato ascoltato il testimone per verificare l'attendibilità del racconto e sono state effettuate ricerche in zona coinvolgendo altri esperti. "Siamo davanti ad un evento straordinario - spiega Maggioni -.

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Oggetti luminosi avvistati sopra Seborga: per l’esperto potrebbe trattarsi di UFO

venerdì 1 giugno 2018

Il "Pesce di Leeds", più grande (e veloce) dello squalo balena

A lungo gli scienziati si sono scervellati nel tentativo di spiegare perché i pesci ossei fossero così piccoli: infatti, il più pesante, ovvero il pesce luna oceanico, pesa “solo” 2,3 tonnellate, una nullità in confronto ai pesci cartilaginei come ad esempio gli squali balena che possono arrivare a pesare fino a 34 tonnellate. A far luce sulla questione delle dimensioni dei pesci ossei c’è un nuovo studio, su un antico pesce gigante, che dimostrerebbe come questa differenza dei giorni nostri sia soltanto un incidente evolutivo.

La prima ipotesi

 

Secondo quanto ipotizzato inizialmente dagli scienziati, i pesci ossei potrebbero essere fortemente limitati dal loro metabolismo. Di norma, gli animali più grandi devono accontentarsi di una minore quantità di ossigeno per grammo di tessuto: quindi, dato che i pesci ossei sembrano essere caratterizzati da fabbisogni metabolici più elevati rispetto a quelle degli squali, è semplicemente impossibile per loro raggiungere dimensioni superiori a quelle del pesce luna oceanico. Tuttavia le cose cambiano non appena gli scienziati hanno fatto un passo indietro nel passato, prendendo in considerazione i pesci antichi.

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giovedì 31 maggio 2018

Dalle Dolomiti il più antico fossile di lucertola al mondo

Retrodata l'origine dei rettili di 75 milioni di anni

Un fossile trovato nelle Dolomiti del Trentino-Alto Adige è la più antica lucertola al mondo finora nota e riscrive la storia di serpenti e degli altri piccoli rettili. La loro origine deve essere spostata indietro di circa 75 milioni di anni, fino a oltre 255 milioni di anni fa, prima cioè della più profonda estinzione di massa della storia.

Alla ricerca italiana, cui partecipano il Muse - Museo delle Scienze di Trento, il Centro di fisica teorica Abdus Salam di Trieste, il Centro Enrico Fermi di Roma e l'acceleratore di particelle Elettra di Trieste, la rivista Nature dedica la copertina: una ricostruzione dell'animale realizzata dal paleoartista milanese Davide Bonadonna. Il fossile è di una piccola lucertola, Megachirella wachtleri. È stato scoperto 20 anni fa in Val Pusteria, nella provincia di Bolzano, ma solo ora i paleontologi, coordinati da Tiago Simões dell'Università canadese di Alberta, hanno potuto svelarne i segreti con un'analisi simile alla Tac che ha permesso, dopo milioni di anni, di separarlo virtualmente dalla roccia.

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mercoledì 30 maggio 2018

Medicina: Ötzi era malato di cuore, 3 calcificazioni nelle coronarie

Ötzi, l'Uomo venuto dal ghiaccio, aveva tre calcificazioni coronariche: lo ha stabilito un'equipe guidata dalla radiologa bolzanina Patrizia Pernter
 

Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio vissuto più di 5 mila anni fa, era malato di cuore. E se non fosse rimasto vittima di un “vile agguato” – così come stabilito dagli scienziati che si sono presi a cuore la sua ‘biografia’ – sarebbe forse morto di infarto. La Mummia del Similaun, rinvenuta nel 1991 sulle Alpi Venoste da una coppia di escursionisti tedeschi, all’età presunta di 46 anni aveva infatti tre calcificazioni coronariche spia di un’aterosclerosi presumibilmente legata alla predisposizione genetica più che a uno stile di vita poco sano. Perché trattandosi di un cacciatore-raccoglitore vissuto fra il 3300 e il 3100 a.C., il suo problema non poteva a rigor di logica essere la sedentarietà. Piuttosto il Dna.

O almeno questa la conclusione a cui è giunto il team guidato dalla radiologa di Bolzano Patrizia Pernter, che ha pubblicato sulla rivista ‘RöFo – Fortschritte auf dem Gebiet der Röntgenstrahlen’ i risultati di un nuovo studio condotto sul corpo di Iceman, conservato presso il Museo archeologico dell’Alto Adige. Per l’esperta, la mummia non rappresenta solo “uno dei casi più antichi di calcificazione vascolare“, ma anche “un esempio medico del fatto che una predisposizione genetica è forse il principale fattore scatenante per l’arteriosclerosi e la sclerosi coronarica“.

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Ufo hanno più volte rischiato di causare incidenti aerei

Il mezzo aereo resta quello più sicuro secondo le statistiche, che però mancano di riferire un fenomeno che a detta di molti osservatori s...