L'Istat: 'I salari reali a settembre inferiori di 8,8 punti sul 2021'

Nel 2025 il Pil previsto a +0,5%,l'occupazione cresce di più

Le retribuzioni monetarie crescono quest'anno più velocemente dei prezzi con un +2,9% di quelle pro capite atteso a fine anno ma resta ancora un gap da colmare rispetto all'inflazione registrata dopo la pandemia.

Lo sottolinea l'Istat nel Report sulle prospettive per l'economia italiana nel 2025 e 2026 secondo il quale nel complesso "le retribuzioni contrattuali in termini reali a settembre 2025 risultano inferiori dell'8,8% rispetto ai livelli registrati a gennaio 2021". 

"In generale, nel terzo trimestre del 2025, si legge, la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali - si legge nel report - ha mostrato un rallentamento rispetto al trimestre precedente, pur mantenendosi al di sopra del tasso di inflazione. La decelerazione della dinamica salariale è causata dalla sostanziale stabilità nei servizi privati e dal significativo rallentamento nel settore industriale, compensata solo in parte dalla lieve accelerazione nel comparto pubblico, a seguito dell'erogazione dell'indennità di vacanza contrattuale".

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