domenica 14 ottobre 2012

Il simbolismo della cattedrale di Chartres

La città di Chartres sorge sulle rive del fiume Eure, in una fertile pianura, a una novantina di km a sudovest di Parigi.
La sua cattedrale è una delle più venerate e misteriose del mondo, anche per il luogo ove è situata. Prima ancora che i Galli e i Celti prosperassero in questa parte d'Europa, i costruttori dei cerchi megalitici del tipo di Stonehenge si erano messi all'opera nella regione, innalzando un dolmen e un pozzo all'interno di un tumulo di terra.
Il dolmen, costituito da due o tre massicce pietre grezze reggenti un grosso masso appiattito, formava un vano riparato abbastanza alto perché un uomo lo potesse attraversare.
Si ritiene che il vano incorporasse un punto del suolo particolarmente attivo, un'importante fertile fonte di energia emanante dalla terra. Queste correnti telluriche montavano e si affievolivano secondo le stagioni, e rivitalizzavano chiunque ne venisse in contatto.
Fu così che il tumulo, il pozzo e il dolmen cominciarono a essere venerati come suolo sacro.
Più tardi i Druidi, ossia i sacerdoti celtici della Gallia e della Bretagna, fondarono un collegio a Chartres, e la località divenne un centro d’insegnamento druidico. Il tumulo e il dolmen acquistarono nuovo significato: quando una visione profetica informò i sacerdoti che una vergine stava per dare alla luce un bambino, essi intagliarono nel tronco di un pero un'immagine della fanciulla con l'infante seduto sulle ginocchia. Dopo di che collocarono la statua accanto al pozzo e alla fonte di energia all'interno del dolmen, e la battezzarono 'Vergine Sotterranea'. L'iscrizione fu modificata più tardi in 'Virgini pariturae', ossia la Vergine che partorirà un bambino.
Quando i primi cristiani giunsero a Chartres, nel III secolo, videro la scultura della Vergine, ormai annerita dal tempo e situata in una grotta, e la adorarono come la Vergine Nera. La chiesa che costruirono sul luogo fu consacrata alla Madonna, come tutte le altre chiese e cattedrali erette successivamente. La nicchia fu detta 'Grotta dei Druidi' e fu inglobata nella cripta della chiesa, e, per ragioni che ignoriamo, il pozzo accanto ad essa fu denominato 'Pozzo dei Forti'. 

Sul luogo, sorsero successivamente sei chiese; le prime cinque furono distrutte da incendi, ma ogni volta ne era eretta una nuova a testimonianza della fede e della sconfinata energia di pellegrini, cittadini, costruttori ed architetti. La costruzione della sesta e ultima chiesa, la cattedrale gotica odierna, è avvolta nel mistero. Non esiste, infatti, alcun resoconto esauriente della progettazione o dell'edificazione di uno dei massimi capolavori architettonici del mondo.

Dove furono attinte le conoscenze indispensabili alla costruzione?

Da varie informazioni frammentarie si delinea una vicenda assai singolare. La storia ha inizio con Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell'ordine monacale dei cistercensi, che ispirò nove cavalieri di Francia ad abbandonare i loro possedimenti mondani e ad andare in cerca dei segreti che si riteneva giacessero sepolti nel "Sancta Sanctorum", sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme.
I nove, che passarono alla storia come i Templari, trascorsero quasi dieci anni in Terrasanta
, facendo ritorno in Francia nel 1128 altrettanto misteriosamente di come ne erano partiti.
L'architettura gotica cominciò a fiorire proprio in quell'epoca ma nessuno sa dove e come fu gettato il primo seme di questo stile.
Forse i Templari scoprirono la chiave di qualche arcana conoscenza?
Ritornarono in Francia serbando segreti che tradussero in pratica con l'aiuto dei cistercensi?
Lo stile gotico, di cui Chartres rappresenta una delle espressioni più sublimi, fu il diretto risultato della loro ricerca?
Sull'argomento sono state presentate tesi controverse, a favore e contrarie, ma la verità continua a sfuggirci. È possibile che i Templari abbiano disseppellito i resti dell'Arca dell'Alleanza di Mosè o i segreti in essa racchiusi: la Legge Divina che governa il Numero, il Peso e la Misura?
Se ne fossero stati effettivamente a conoscenza, i migliori studiosi dell'ordine cistercense avrebbero dovuto dedicare molti anni a decifrare e analizzare questi segreti e a distillarne i principi di geometria sacra che vi sono contenuti in codice. Qualunque sia stata la natura della scoperta, sembra certo che quando un incendio distrusse nel 1194 gran parte della prima cattedrale di Chartres (ma non la tunica della Vergine), i cistercensi ne sapevano abbastanza da applicare in pratica i principi d’ingegneria sacra.
In soli trent'anni, muratori, vetrai, scultori, geometri, astronomi e altri esperti e artigiani riuscirono a creare un santuario così straordinario che solo pochi entrando non ne restano commossi: le proporzioni, l'orientamento, la posizione e il simbolismo, tutto è stato concepito per risvegliare la psiche e ritemprare lo spirito. Il sacro centro della cattedrale cade tra la seconda e la terza campata del coro e coincide con l'ubicazione dell'altare originario, sistemato altrove nel XVI secolo. Il livello dell'acqua del pozzo è a circa 37 m di profondità sotto quel punto. Sopra di esso, alla stessa distanza, torreggia il pinnacolo della volta gotica, dove le ogive incrociate - gli archi appuntiti caratteristici dell'architettura gotica - sono così perfettamente proporzionate da dare l'impressione di non reggere alcun peso.

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