sabato 24 novembre 2012

LE DOLOMITI: PARTICOLARITÀ e LEGGENDE

Se Corbusier le definì “la più bella architettura naturale del mondo” un motivo c’è. Anzi, più d’uno: le Dolomiti sono una vera costruzione, formatasi nel tempo grazie alle alghe e alle barriere coralline, e sono così straordinarie da non temere confronti. Le dimensioni, la composizione e la ricchezza del paesaggio, amplificata da colori senza eguali, ne hanno fatto una meta di artisti da tutto il mondo ma soprattutto hanno permesso il maggior riconoscimento da parte dell’Unesco, che nel 2009 le ha proclamate Patrimonio naturale dell’Umanità.
Di giorno sono visitate dagli amanti dell’alta montagna, che le scelgono per escursioni in estate e lunghe sciate in inverno; la sera si colorano di rosa per l’affascinante fenomeno detto “enrosadira”, che pare avere origini leggendarie.

 Le storie mitiche sono infatti tra le principali protagoniste di queste cime, e ancora oggi il popolo delle Dolomiti le ama raccontare: è sul Catinaccio (in tedesco Rosengarten, ovvero Giardino delle rose) che si narra vivesse il potente re Laurino, così amante delle rose da coltivare con passione un giardino ad esse dedicato.



                     Cantinaccio (osegarten) al tramonto con il suo colore rosa per l'incantesimo di re Laurino.





Un’altra leggenda narra di un mago che, innamorato di una sirena del Lago di Carezza, riempì di pietre preziose un arcobaleno tra il Catinaccio ed il Latemar per conquistarla. Lei ammirò le lucenti gemme, ma quando si accorse della presenza del mago scomparve nel lago. Lui gettò allora l’arcobaleno nel lago, che ancora oggi risplende con i suoi fantastici colori.  

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Innamoratosi della principessa Similda, ma osteggiato dalla di lei famiglia, si vendicò dell’arresto ad opera del fratello facendo un incantesimo: nessuno avrebbe più potuto godere della vista delle rose né di giorno, né di notte.

Si dimenticò però del tramonto, ed ecco perché al calar del sole il Catinaccio si colora delle tinte di quegli splendidi fiori.

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