sabato 29 settembre 2012

1947: il caso Roswell

Nella storia dell’ufologia il 1947 viene ricordato, oltre che per il primo avvistamento di Kenneth ARNOLD, anche per il clamoroso caso Roswell, dal nome della omonima cittadina americana del New Mexico dove vennero recuperati i rottami di un Disco Volante precipitato.

Tutto ebbe inizio l’ 8 luglio 1947, allorquando il quotidiano locale “Roswell Daily Record” riportò il testo di un comunicato ufficiale rilasciato dall’addetto stampa della Base Aerea di Roswell, in cui si annunciava il ritrovamento di un “Disco Volante” precipitato nella zona di Socorro, nei campi di proprietà di un agricoltore di nome Mac BRAZEL, il quale aveva recuperato parte dei rottami ed avvisato dell’accaduto lo Sceriffo ed i Militari della Base Aerea di Roswell, che inviarono sul posto il loro Ufficiale Addetto alla Sicurezza, il magg. Jesse MARCEL.
L’Ufficiale,
dopo aver esaminato i rottami  ne organizzò il recupero ed il concentramento degli stessi alla Base di Roswell, prima del successivo smistamento verso destinazioni ignote (la Base Aerea di Wright Field a Dayton, in Ohio?), mentre nel frattempo il Comandante della Base, il Col. William BLANCHARD autorizzò il Ten. Walther HAUT al rilascio del famoso comunicato-stampa.
RameyIn breve tempo la notizia fece il giro degli Stati Uniti e dopo qualche tempo giunse anche in Europa (all’epoca non esistevano collegamenti via satellite tra i due continenti), suscitando un enorme clamore,al punto tale che il Gen. Roger RAMEY, Comandante dell’8^ Armata Aerea di stanza a Forth Worth, da cui dipendeva il 509° Gruppo Bombardieri di Roswell, fu costretto ad organizzare in fretta e furia una conferenza stampa per spiegare che in realtà il misterioso “Disco Volante” recuperato altro non era che un... pallone sonda, di cui vennero mostrati alcuni resti !!

domenica 23 settembre 2012

I Bronzi di Riace



I bronzi di Riace (metà del V sec. a.C. ca.) statue in bronzo; alt. m 2 ca., Museo Nazionale, Reggio Calabria.
Le due sculture furono ritrovate nel mare Ionio, a 300 metri dalle coste di Riace in provincia di Reggio Calabria, nel 1972. L’eccezionalità del ritrovamento fu subito chiara, date le poche statue originali che ci sono giunte dalla Grecia. Furono trasportate a Firenze dove fu curato il restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure, uno dei più specializzati laboratori di restauro del mondo. Nel 1980 furono esposte in una mostra, che ebbe un successo eccezionale, e quindi trasportate nel museo archeologico di Reggio Calabria dove sono tuttora esposte.
L’analisi stilistica e quella scientifica sui materiali e le tecniche di fusione hanno entrambe determinato la differenza sostanziale tra le due statue: sono da attribuirsi a due differenti artisti e a due epoche distinte. Quella raffigurata a sinistra viene normalmente chiamata "statua A", mentre quella a destra "statua B". L’attribuzione odierna, in base ai confronti stilistici oggi possibili, è di datare la "statua A" al 460 a.C., in periodo severo; mentre al periodo classico, e più precisamente al 430 circa a.C., viene datata la "statua B".
Si tratta di determinazioni che possono ancora essere modificate, anche perché sappiamo davvero pochissimo di queste due statue. Ignoti sono sia gli autori, sia i personaggi raffigurati, sia la collocazione che avevano nell’antichità. Al momento possiamo solo ritenere che si tratti genericamente di due atleti o di due guerrieri, raffigurati come simbolo di vittoria.
Entrambe le statue sono raffigurate nella posizione definita a chiasmo, presentandosi con una notevole elasticità muscolare. Soprattutto la "statua A" appare di modellato più nervoso e vitale, mentre la "statua B" ha un aspetto più rilassato e calmo. Ma entrambe trasmettono una grande sensazione di potenza, dovuta soprattutto allo scatto delle braccia che si distanziano con vigore dal torso. Il braccio piegato doveva sicuramente sorreggere uno scudo, mentre l’altra mano impugnava con probabilità un’arma. La "statua B" ha la calotta cranica modellata in quel modo perché doveva sicuramente consentire la collocazione di un elmo di stile corinzio, oggi disperso.
Le statue furono con probabilità realizzate ad Atene e da lì furono rimosse per essere portate a Roma, forse destinate alla casa di qualche ricco patrizio. Ma il battello che le trasportava dovette affondare e il prezioso carico finì sommerso dalla sabbia a circa 8 metri di profondità. Non è da escludere che all’epoca fu già fatto un tentativo di recupero, andato infruttuoso così che le statue sono rimaste incastrate nel fondale per circa duemila anni, prima che ritornassero a mostrarci tutto il loro splendore.

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Un tesoro affiora dal mare dei Bronzi di Riace

 

Bronzi di Riace

Bronzi di Riace, che odissea. Le statue dei due guerrieri sono ancora senza casa

 

Il mistero dei Bronzi di Riace: un clamoroso falso

 

 

Il mistero dei Bronzi di Riace al TG3 Calabria (il video)

Bronzi di Riace 2012: 40 anni fa la scoperta, oggi libri ed eventi per ricordarlo

 

 

 

 

martedì 11 settembre 2012

11 SETTEMBRE: LE VERITA' NASCOSTE

di Giulietto Chiesa - 24 Settembre 2011

Sono ancora molti gli aspetti dell'11 Settembre cui ad oggi non sono state date risposte accettabili. 22 esponenti internazionali si sono riuniti nel Consensus 9/11 Panel per avviare un confronto: sul tappeto sono rimaste 13 domande che demoliscono la versione ufficiale 

La battaglia per la verità sull'11 settembre (2001) è in un momento di svolta piuttosto interessante. Si è costituito il Consensus 9/11 Panel che raccoglie 22 esponenti internazionali, esperti, scienziati, ricercatori, militari, piloti, filosofi etc.
Lo scopo primario è stato quello di verificare, appunto, il grado di consenso tra queste diverse persone, attorno a una serie di questioni cruciali sulle quali la versione ufficiale (meglio sarebbe dire le differenti versioni ufficiali) non forniscono risposte accettabili, oppure non forniscono affatto risposte, oppure forniscono risposte palesemente false al primo esame.
Scopo secondario - ma niente affatto ininfluente - è mostrare al grande pubblico che coloro che si occupano di queste cose non possono essere né (s)qualificati come malati di mente, né come sprovveduti. Bastano i curricula che si trovano sul sito per smontare sia la prima che la seconda ipotesi. 

Per chi non avesse tempo di andare a vedere chi sono questi 22, anticipo che chi scrive ne fa parte, insieme a un altro italiano, Massimo Mazzucco, che può essere considerato uno dei più informati analisti del problema e che è autore di diversi film. Ma gli altri esperti sono la dimostrazione vivente che la questione 11 settembre non può essere archiviata. Tra essi citerò Robert Bowman, ex capo del Dipartimento di Ingegneria Aeronautica dell'Istituto di Tecnologia della US Air Force; David Chandler, fisico e matematico della California Polytechnic University; Dwain Deets, ex direttore della ricerca ingegneristica, Aerospace Projects della NASA; il tenente colonnello David Gapp pilota della US Air Force on 3000 ore di volo, ex presidente del Aircraft Accident Board, per 31 anni nella US Air Force; Niels Harrit, professore associato di Chimica, Nano Science Center Università di Copenhagen; Steven E. Jones, fisico, ex professore della Brigham Young University; comandante Ralph Kolstad, ex pilota della US Navy e per 27 anni pilota di aerei civili, con oltre 23.000 ore di volo; colonnello Shelton F. Lankford, 20 anni nel US Marine Corps, pilota di combattimento con oltre 300 missioni, 32 medaglie dell'Aria; Dennis P. Mc Mahon, avvocato a New York e in Massachusetts, e altri.  

Importante il metodo seguito. I punti di consenso sono stati definiti con il "metodo Delphi", spesso usato per ricerche scientifiche, particolarmente in campo medico, consistente nel consultare le opinioni di persone che non si conoscono l'un l'altra e le cui risposte sono quindi esaminabili solo in base al loro contenuto e non in base alla conoscenza di chi le ha formulate. La scelta degli interlocutori è stata effettuata da un gruppo ristretto di esperti, guidato da David Ray Griffin, che ha anche formulato le domande iniziali corredandole con un'ampia documentazione scritta e di filmati e con una esauriente bibliografia.
Il criterio del consenso è stato così formulato in base a una graduatoria i cui punti erano, per ogni domanda, i seguenti: 1) Concordo fortemente; 2) Concordo; 3) Concordo con riserva; 4) Non concordo; 5) Non concordo fortemente; 6) Sono incerto.
Le domande che hanno ricevuto valutazioni da 4 a 6 sono state eliminate.

Il risultato finale è stato che sono rimaste sul tappeto 13 domande, sulle quali il consenso dei 22 membri del panel (che sono stati rivelati solo dopo la conclusione dell'indagine) è stato di un accordo al 100% sulla seconda, terza, quinta e sesta questione. E' stato del 95% per la prima,la quarta e la undicesima: E' stato del 90% per la settima, ottava, nona, dodicesima e tredicesima.

Quali le questioni? Cominciando dalle quattro che hanno avuto il 100%. Questione 2. La "migliore evidenza" conduce a negare che Osama bin Laden fu responsabile per gli attacchi. Per diversi motivi, tra cui il fatto che l'FBI non lo ha mai incriminato per gli attentati dell'11 settembre e mai nessuna prova del suo coinvolgimento è stata portata.

Questione 3
. La "migliore evidenza" non permette di confermare che le Twin Towers siano state abbattute dall'azione congiunta degl'impatti degli aerei, dal carburante dei jet, e dagl'incendi degli uffici. Numerosi rapporti scientifici negano che le temperature ottenibili con le cause sopra descritte possano superare i 1000°C, ossia temperature ben al di sotto del livello di fusione dell'acciaio. Al contrario ci sono le prove che l'acciaio delle Twin Towers si è fuso in grande quantità. E non solo. Nelle polveri sono state trovate tracce di metalli fusi (come acciaio, ferro e molibdeno) che possono arrivare a fondersi solo in presenza di temperature rispettivamente superiori a 1482 gradi Celsius; 1538 gradi Celsius; 2623 gradi Celsius.
Questione 5
. La "migliore evidenza" nega la possibilità che le Twin Towers siano potute crollare, in quel modo, alla velocità di caduta libera, senza l'intervento di esplosivi. Questa ipotesi reggerebbe solo in caso di temperature non ottenibili dall'incendio del kerosene che era a bordo degli aerei. Le strutture sottostanti erano integre e non c'è possibilità che si disintegrassero, com'è avvenuto.
Questione 6
. La "migliore evidenza" non permette di accettare la tesi secondo cui il WTC 7 ( la "terza torre", che crollò alle 17:20 di quel pomeriggio, senza essere stata mai colpita da alcun aereo) sia precipitato su se stesso alla velocità assai vicina a quella di caduta libera a causa dell'effetto combinato del danno strutturale subito dai detriti della torre sud, combinato con il fuoco prodotto da combustibili diesel stoccati all'interno. In primo luogo perché nessun edificio in acciaio di quel tipo è mai crollato in precedenza a causa di incendi. Le risultanze mostrano incontrovertibilmente che il tetto dell'edificio è rimasto orizzontale durante il crollo e che tutte le 82 colonne di supporto dell'edificio sono state troncate da esplosioni simultanee nel momento in cui il tetto ha cominciato a scendere. 


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11 settembre: La terza verità 

 

Sezione 11 settembre 

 

LA DOMANDA DEL GRUPPO "ARCHITETTI ED INGEGNERI PER LA VERITA' SUL 911"

 

11 Settembre in tv: ormai la verità non fa più scandalo

 

Speciale 11 settembre La Stampa